A livello macro, già prima degli ultimi annunci, le prospettive di crescita globale si erano fatte meno positive dopo gli annunci dei dazi, mentre quelle di inflazione hanno rialzato la testa. Rispetto ad inizio anno le attese di crescita del Pil statunitense sono calate dal +2,1% al +1,7% mentre l’inflazione è già salita negli ultimi mesi dal 2,5% di fine 2024 al 2,8% attuale.
Anche a livello globale l’effetto delle tariffe dovrebbe farsi sentire. La crescita mondiale, in base alle ultime stime Ocse riviste nelle scorse settimane, rallenterà al 3,1% nel 2025, invece di accelerare al 3,3% come previsto in precedenza, a causa delle “più elevate barriere doganali in numerosi Paesi del G20”. Per il segretario generale dell’Ocse Mathias Cormann, “c’è una significativa incertezza al momento ed è evidente che l’economia mondiale avrebbe di che guadagnare da una maggiore chiarezza sulle politiche commerciali globali”.
“I dazi dovrebbero avere significative implicazioni economiche, tra cui prezzi più alti negli Stati Uniti e una crescita del Pil inferiore alle attese. Effetti che potranno incidere sulle prossime decisioni di politica monetaria delle banche centrali”, avverte Cominotto.